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Convenzione Provinciale

La Convenzione Provinciale si è tenuta sabato 4 ottobre, in Sala Lucchi, a Verona.

Potevano parteciparvi i 280 delegati eletti nei Congressi di Circolo della provincia.
Per il Circolo Caldiero-Belfiore erano presenti Alessio Albertini e Lupicino Bettini.

Compito principale della Convenzione Provinciale era l'elezione di 7 delegati che dovranno partecipare alla Convenzione Nazionale programmata per domenicoa 11 ottobre a Roma.

La Convenzione Nazionale ha una funzione soltanto "burocratica", dovendo certificare che ognuno dei candidati ha superato il 5% dei voti su base nazionale, ed ammetterli così alle Elezioni Primarie del 25 ottbre.

I delegati veronesi alla Convenzione Nazionale, proposti dai responsabili delle tre mozione ed eletti per acclamazione sono:

- Elisa Cavazza, Fabio Merlo, Matteo Avogaro e Marta Ferretti, per la mozione Bersani;

- Francesca Mambelli e Riccardo Delfanti per la mozione Fransceschini;

- Stefano Salvemini per la mozione Marino.


Ecco un breve riassunto delle tre mozioni presentate alla Convenzione:

Roberto Fasoli, per la mozione Bersani, ha sottolineato in particolare la necessità di valorizzare maggiormente i tesserati, di negare con decisione ogni ipotesi di ritorno al passato, alla socialdemocrazia tradizionale, di ricostruire un'identità al PD, senza vivere solo per rispondere alle battute di Berlusconi. Poi ha evidenziato che il PD non potrà sottovalutare i temi del lavoro, dei salari, della sicurezza, della mobilità sociale. Ha infine affermato che la cosiddetta "vocazione maggioritaria" è stata intesa nel PD in modo sbagliato e che il partito dovrà aprirsi a futuri alleati con una proposta politica per tutte le forze che vogliono essere governo.

Remo Zanella, per la mozione Franceschini, ha ribadito che sarà rispettato l'esito del voto delle Primarie ed ha auspicato una gestione collegiale del partito a livello nazionale. In un epoca storica di rivolgimenti socio economici, il governo mostra quotidianamente la sua inadeguatezza, mentre il paese chiede regole, meritocrazia, uguaglianza. In questo quadro il PD ha bisogno di una svolta, senza oscillare continuamente tra centro e sinistra. Ha infine precisato che la vocazione maggioritaria indica il senso di responsabilità che deve avere una forza di centrosinistra per guidare il paese fuori dalla crisi.

Michele Fiorillo, per la mozione Marino, ha sottolineato come la sua mozione sia erroneamente accusata di occuparsi solo di laicità, che comunque non rimane una questione secondaria, nè per l'Italia, nè per il PD. Scopo della mozione è piuttosto quello di farsi garante nei confronti degli elettori della rifondazione del partito, assumendo l'impegno di far eleggere all'Assemblea Nazionale delegati che non si presteranno al "mercato delle vacche". Ha poi espresso perplessità per l'organizzazione congressuale, in particolare per la funzione della Convenzione Nazionale. Ha poi indicato gli obiettivi principali: salario minimo garantito, trasporti di livello europeo, no al nucleare, sì alla green economy; e ancora, no ai respingimenti, sì alla regolazione dei flussi migratori e ad un welfare per gli stranieri, puntando innanzitutto sull'integrazione linguistica. Sì alle coppie di fatto e alla calmierazione dei canoni di affitto, con regole più rigide verso che tiene sfitte le case. Ha infine auspicato che il PD finalmente impari ad uscire all'esterno con una voce sola.

Pubblicato il 7/10/2009 alle 20.41 nella rubrica Diario.

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